In questa sezione vengono riportati i principali programmi di finanziamento a livello nazionale cui è possibile accedere per realizzare le attività di ricerca.

 

Fondi SIE (Fondi strutturali e di Investimento Europei 2014-2020) 

La politica di coesione si basa sul cofinanziamento nazionale o regionale, un sistema che induce gli Stati membri a mantenere il loro impegno di investimento e di crescita anche in periodi di recessione.

Inoltre, gli interventi finanziari dell’UE sono sempre in aggiunta alla ordinaria spesa pubblica degli Stati, secondo il principio dell'addizionalità. 

La politica di coesione non trasferisce risorse per aumentare i consumi ma per rafforzare i fattori di crescita economica delle regioni dell'Unione.

Gli obiettivi principali sono l’occupazione, l’ambiente, le reti transeuropee, la ricerca, la società basata sulla conoscenza.

Attualmente la politica di coesione è l'unico strumento che consente agli Stati europei, alle regioni e ai partner socioeconomici di programmare il loro sviluppo su un lungo periodo.

Grazie alla programmazione settennale, gli Stati e le regioni dispongono di un quadro finanziario pluriennale e stabile. Riducendo le disparità e aiutando le regioni, la politica di coesione ha il compito di agire come fattore di

attrazione e motore dello sviluppo globale. 

I fondi strutturali dell’Unione Europea costituiscono una delle fonti più ricche e interessanti di finanziamento per molti degli interventi pubblici promossi dallo Stato, dalle Regioni e dagli Enti locali.

Tali programmi hanno una prospettiva molto ampia sia per quanto riguarda la loro durata sia per quanto riguarda l’applicazione. 

Il 4 novembre scorso il Sottosegretario alla Presidenza con delega alla Coesione Territoriale, Graziano Delrio, e il Capo del Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica, Sabina De Luca, hanno illustrato in una conferenza stampa il nuovo Accordo di partenariato 2014-2020 tra la Commissione europea e l'Italia sull'utilizzo dei fondi europei a gestione indiretta.L’Accordo, adottato il 29 ottobre scorso, muoverà risorse comunitarie per 44 miliardi di euro e altri 20 miliardi arriveranno dal cofinanziamento nazionale.

Per la fase di attuazione occorre attendere la definizione dei Programmi Operativi (nazionali e regionali): le trattative sono ancora in corso.

“La mole di fondi è paragonabile a un grande massiccio investimento pubblico che può portare il Mezzogiorno fuori dalla sua condizione”.

Tra nuova programmazione 2014-2020, cofinanziamento e fondi europei non spesi ci sono “circa 200 miliardi da spendere tra il 2015 e 2020”. 

Le risorse comunitarie sono distribuite su quattro fondi strutturali e di investimento europei (fondi SIE) come segue:

- FESR 20,6 miliardi

- FSE 10,4 miliardi

- FEASR 10,4 miliardi

- FEAMP 0,537 miliardi

- Cooperazione territoriale europea 1,1 miliardi

- Garanzia Giovani 0,567 miliardi

Alle Regioni del Sud sono destinate risorse per 22,2 miliardi di euro, 7,6 miliardi sono per le Regioni più sviluppate e 1,3 per le Regioni in transizione (al netto del cofinanziamento).

Le restanti risorse finanziano i PON e le altre iniziative.

Programmazione 14-20: Stato di approvazione dei Programmi Operativi (regionali e province autonome) FSE e FESR.

FSE: la Commissione Europea ha adottato tutti i Programmi Operativi nel 2014 ad eccezione del PO FSE Campania (l’AdG non ha tenuto in sufficiente conto le criticità segnalate dalla Commissione) e il PO FSE P.A. di Bolzano (inviato troppo tardi: il 30 dicembre). 
Questi ultimi due saranno adottati dopo la revisione del Bilancio UE (prevista entro il primo maggio), quindi durante l’estate 2015.

FESR: Nessun POR FESR italiano è stato adottato dalla Commissione nel 2014. I PO FESR di undici regioni italiane 
potrebbero essere adottati a breve, si tratta dei POR FESR di Lombardia, Toscana, Emilia Romagna, Piemonte, Valle 
D’Aosta, P.A. di Bolzano, P.A. di Trento, Liguria, Marche, Umbria e Lazio. La spesa verrebbe dunque avviata entro la primavera dell’anno in corso.
Per i Programmi Operativi Regionali di Veneto, Friuli Venezia Giulia, Abruzzo, Molise, Basilicata, Sicilia, Sardegna e Puglia, la Commissione deciderà non prima di maggio 2015.
Per Calabria e Campania ci sono ulteriori difficoltà legate al grave ritardo nella sottomissione del programma: i relativi PO FESR potranno 
essere approvati, pare, solo dopo l’estate 2015.
Anche per il PON Ricerca e Innovazione la decisione non giungerebbe prima del prossimo maggio.

CONFRONTO H2020 - FONDI SIE (e FSC Italia)

H2020 (nb.: "il più grande programma di ricerca dell'UE e uno dei più grandi finanziati tramite fondi pubblici in tutto il mondo” cit. Comm. Máire Geoghegan-Quinn)

agisce su 28 Paesi con circa 80 miliardi di € 

(da applicare riduzione di 2.7 miliardi di euro nel budget previsto per H2020.Il draft della legge è stato rilasciato il 13 Gennaio 2015 e ci si aspetta che il Parlamento Europeo la approverà molto velocemente.)

Politica di Coesione UE (FESR, FSE, FEASR, FEAMP, FC): 325 miliardi di Euro, che richiameranno risorse nazionali/regionali per complessivi circa 500 miliardi

Fondi Strutturali Italia circa 31,8 miliardi (37% su Ricerca … )

+ quota di cofinanziamento determinata da Legge di Stabilità

a questi si sommano le risorse FSC: risorse nazionali per riequilibrio economico e sociale, incentivi e investimenti pubblici. Fondo attivato contestualmente alla programmazione comunitaria

 

I Finanziamenti gestiti dal MIUR: finanziano le attività di ricerca attraverso strumenti di finanziamento dedicati. I meccanismi di assegnazione di fondi si basano su precisi punti qualificanti, come il cofinanziamento, il lavoro di ricerca di gruppo e il principio della valutazione dei progetti di ricerca.

I Finanziamenti da Fondazioni ed enti privati: costituiscono ulteriori fonti di finanziamento erogati per specifici progetti di ricerca.

 

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